MADONNA DI PLASTICA
di ELINA EICHMANE
CORTOMETRAGGIO / DRAMMATICO
“Vi amo alla follia” dice lui, distruggendo la sua famiglia
Sinossi
Nicola e Mariana, coniugi separati, affrontano le tensioni tipiche del divorzio. Rabbia e odio si trasformano in terrore e violenza. A subirne le conseguenze, anche i due figli piccoli della coppia. Nicola si spinge all’estremo e fa precipitare l’intera famiglia in una spirale di paura e disperazione.
MADONNA DI PLASTICA
di Elina eichmane
cortometraggio / drammatico
“Vi amo alla follia” dice lui, distruggendo la sua famiglia
Sinossi
Nicola e Mariana, coniugi separati, affrontano le tensioni tipiche del divorzio. Rabbia e odio si trasformano in terrore e violenza. A subirne le conseguenze, anche i due figli piccoli della coppia. Nicola si spinge all’estremo e fa precipitare l’intera famiglia in una spirale di paura e disperazione.
MADONNA DI PLASTICA
Italia, 2025 / 15′
un film di
Elina Eichmane
con
Francesca Buffoni
Vincenzo Desole
Giampaolo Sanna
Teresa Soro
Emma Lizza
Giuseppe Chiappe
Vincenzo Desole
Giampaolo Sanna
Teresa Soro
Emma Lizza
Giuseppe Chiappe
| Scritto e Diretto da | Elina Eichmane |
| Direttore della Fotografia | Giuseppe Camassa Nicola Scognamillo Gabriele Brundu |
| Scenografia | Salvatore Angius |
| Montaggio | Alessandro Gazale Antonio Vallebella |
| Aiuto regia | Gianni Cesaraccio |
| Costumi | Barbara Uleri |
| Trucco | Claudia Nieddu |
| Musiche | Andrea Carlo Pinna |
| Suono | Andrea Campus |
| Produttore | Elina Eichmane |
| Distribuzione | Alpha Film |
La Regia
Elina Eichmane
Biofilmografia
Nata nel 1983 in Lettonia, ha conseguito una laurea magistrale in Giurisprudenza e una laurea triennale in Psicologia presso due diverse università lettoni.
Lì, per quasi un decennio, ha lavorato come giurista per istituzioni pubbliche e private, dedicandosi anche al volontariato.
Scrive dall’età di nove anni, solitamente per piccoli giornali, come alcuni media universitari, e articoli sulle materie studiate all’università, in giurisprudenza e psicologia.
Dopo essersi trasferita in Italia nel 2014, in Sardegna, diventa mamma e casalinga, sognando di poter scrivere per il cinema. Inizia un percorso da autodidatta con numerosi corsi e libri sulla scrittura creativa e sulle tecniche di sceneggiatura. Partecipa a diversi concorsi e nell’estate del 2021 viene scelta come finalista del Premio Solinas Experimenta per il progetto di una serie comica. Un’altra soddisfazione arriva un anno dopo, nell’estate del 2022, quando vince il secondo premio Ruggero Maccari per l’intera sceneggiatura biografica sulla vita del “pittore della musica” Lionello Balestrieri.
Attualmente ha terminato il Master in Psicologia, occasionalmente insegna scienze umane nelle scuole e lavora come “mamma”. Ma è determinata a lavorare nel e per il cinema. Fortemente interessata alla crescita personale e alle filosofie orientali. “Madonna di Plastica” è il suo primo film, di cui è sceneggiatrice, produttrice e regista.
Lì, per quasi un decennio, ha lavorato come giurista per istituzioni pubbliche e private, dedicandosi anche al volontariato.
Scrive dall’età di nove anni, solitamente per piccoli giornali, come alcuni media universitari, e articoli sulle materie studiate all’università, in giurisprudenza e psicologia.
Dopo essersi trasferita in Italia nel 2014, in Sardegna, diventa mamma e casalinga, sognando di poter scrivere per il cinema. Inizia un percorso da autodidatta con numerosi corsi e libri sulla scrittura creativa e sulle tecniche di sceneggiatura. Partecipa a diversi concorsi e nell’estate del 2021 viene scelta come finalista del Premio Solinas Experimenta per il progetto di una serie comica. Un’altra soddisfazione arriva un anno dopo, nell’estate del 2022, quando vince il secondo premio Ruggero Maccari per l’intera sceneggiatura biografica sulla vita del “pittore della musica” Lionello Balestrieri.
Attualmente ha terminato il Master in Psicologia, occasionalmente insegna scienze umane nelle scuole e lavora come “mamma”. Ma è determinata a lavorare nel e per il cinema. Fortemente interessata alla crescita personale e alle filosofie orientali. “Madonna di Plastica” è il suo primo film, di cui è sceneggiatrice, produttrice e regista.
Filmografia:
2025 – “Madonna di Plastica”
Note di regia
Il progetto affronta un tema particolarmente drammatico e, purtroppo, ancora molto attuale: le condotte persecutorie e la violenza di genere contro le donne. Il cortometraggio si distingue per un approccio narrativo originale, alternando momenti di forte drammaticità a situazioni grottesche, scegliendo consapevolmente di mettere in secondo piano la figura della donna – vittima.
Questa scelta nasce dalla volontà di superare lo slogan ormai diffuso di “No alla violenza sulle donne!” per avanzare un messaggio più propositivo: “Sì agli uomini che si curano!”. L’intento è infatti quello di indicare chiaramente chi deve assumersi la responsabilità di interrompere la spirale della possessività e dell’oggettificazione del partner.
Ho cercato, anche se in soli 14 minuti, di far sentire quanto pensa di aver ragione lui, l’uomo, ma quanto tutto questo suo sentirsi “nel giusto”, mai colpevole, distrugge la famiglia, ciò che dice di amare alla follia. A conclusione, viene citata una frase scientifica che evidenzia le conseguenze drammatiche della violenza vissuta all’interno del nucleo familiare, soprattutto per i bambini che ne sono testimoni e vittime indirette.
L’opera enfatizza il vortice oscuro della disperazione e della confusione in cui vivono i familiari della donna: il loro desiderio di aiutare e di porre fine alla sofferenza e all’ansia, ma la loro incapacità nel trovare la strada giusta per farlo.
Originariamente concepito come un racconto diviso in tre parti distinte, “Madonna di plastica” è stato rielaborato in una struttura più sfumata, che rappresenta tre giornate diverse segnate dall’escalation della crisi familiare e da un possibile ripensamento dell’uomo. Parallelamente, queste parti possono essere interpretate anche come momenti non lineari di una stessa giornata, accentuando così il senso di confusione e disorientamento.
Questa scelta nasce dalla volontà di superare lo slogan ormai diffuso di “No alla violenza sulle donne!” per avanzare un messaggio più propositivo: “Sì agli uomini che si curano!”. L’intento è infatti quello di indicare chiaramente chi deve assumersi la responsabilità di interrompere la spirale della possessività e dell’oggettificazione del partner.
Ho cercato, anche se in soli 14 minuti, di far sentire quanto pensa di aver ragione lui, l’uomo, ma quanto tutto questo suo sentirsi “nel giusto”, mai colpevole, distrugge la famiglia, ciò che dice di amare alla follia. A conclusione, viene citata una frase scientifica che evidenzia le conseguenze drammatiche della violenza vissuta all’interno del nucleo familiare, soprattutto per i bambini che ne sono testimoni e vittime indirette.
L’opera enfatizza il vortice oscuro della disperazione e della confusione in cui vivono i familiari della donna: il loro desiderio di aiutare e di porre fine alla sofferenza e all’ansia, ma la loro incapacità nel trovare la strada giusta per farlo.
Originariamente concepito come un racconto diviso in tre parti distinte, “Madonna di plastica” è stato rielaborato in una struttura più sfumata, che rappresenta tre giornate diverse segnate dall’escalation della crisi familiare e da un possibile ripensamento dell’uomo. Parallelamente, queste parti possono essere interpretate anche come momenti non lineari di una stessa giornata, accentuando così il senso di confusione e disorientamento.


